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venerdì 29 maggio 2015

MA COSA MANGIAMO?

Vi invito a leggere questo articolo. A me un pò di tristezza l'ha fatta. Il riso è sacro, o almeno per me lo era. Lo era , appunto, fino a che non ho letto questo articolo. Io vorrei davvero sapere cosa mangio e non essere trattata da consumatrice idiota non in grado di capire e scegliere. Ma a quanto pare l'industria non la pensa così. 


http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/05/28/l%E2%80%99arborio-mai-mangiato-e-forse-neanche-il-carnaroli/

mercoledì 6 maggio 2015

MEGLIO CUCINARE A CASA


Vi riporto un articolo dalla "Stampa". Potrebbe sembrare una buona notizia. In realtà secondo me è disarmante e sconsolante. Disarmante e sconsolante scoprire quante schifezze riusciamo a ingurgitare andando a mangiare in qualche catena di ristoranti più o meno nota, o comprando prodotti alimentari già pronti.
Allora meglio preparare in casa torte e dolci, ci vuole pochissimo, meglio il panino farselo da soli, e anche le crocchette fatevele da soli, con gli ingredienti che avete comprato e scelto voi, ma soprattutto, meglio molto meglio leggere sempre, SEMPRE le etichette. Comprate gli alimenti con il minor numero di ingredienti e se di uno non sapete che è, meglio lasciar stare. Io sono contenta di aver da anni bandito il confezionato da casa mia, quasi tutto per lo meno. Mi rendo conto che può essere faticoso, ma se non volete farloper voi, fatelo per il vostro fegato e per i vostri figli, chi ne ha. 

martedì 5 maggio 2015

ALLEVAMENTI INTENSIVI, VIRUS E VACCINI

Vorrei che leggeste con molta attenzione l'articolo di cui vi riporto il link qui sotto. E' un articolo di un giornale nazionale. Narra di commerci illeciti di virus e vaccini. Quello che spaventa, che nell'articolo rimane sottintenso ma si capisce bene è che quella è la carne che ci mangiamo. Riassunto. commerciano illegamente virus per far ammalare gli animali, così si possono sperimentare produrre e somministrare, sempre tutto illegalmente, vaccini per le malattiei in questione. Ripeto. E' la carne che ci mangiamo. A questo punto mi chiedo: cosa ci mangiamo davvero? 

martedì 7 aprile 2015

UN PO' DI SANO TERRORISMO ALIMENTARE

Oggi ho deciso di fare un pò di informazione alimentare, o meglio un pò di terrorismo alimentare. Vi riporto il link a solo due tra i tanti articoli che ho letto ultimamente.  In realtà se cercate un pò in giro per la rete, di articoli ne troverete moltissimi. E' che io da buona Italiana ho sempre pensato che in Italia si mangiasse bene, che carne, latte e latticini fossero di buona qualità perchè le leggi sono molto restrittive. E in effetti è così. Le leggi sono molto restrittive, ma di controlli ne fanno pochissimi e ogni volta che fanno un pò di controlli escono fuori le magagne. Scoprono carne importata dall'est, medicinali utilizzati vietati, ecc. Poi scopri che la mozzarella che danno in ospedale è tedesca, che moltissimi latticini li fanno con latte importato perchè in Italia in molte zone è troppo contaminato. Pensi alla criminalità organizzata e a tante altre cose che hai letto e ti passa la voglia di mangiare tutto ciò che abbia a che fare con il mercato della carne e dei latticini. Poi leggi ancora e scopri anche come fanno a far fare ad una mucca latte tutto l'anno e quella è la goccia che fa traboccare il vaso. Bè, in questo caso niente farmaci. In questo caso sono motivi "etici" che ti fanno passare la voglia. Ma ve lo racconterò un'altra volta se nel frattempo non siete andati a leggere da soli cosa succede nei grandi allevamenti.


http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CCEQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2014%2F10%2F31%2Ffarmaci-bovini-per-aumentare-produzione-latte-sequestri-denunce%2F1182943%2F&ei=irUjVbbFDYOKaNLygMAB&usg=AFQjCNGNz5Cr6sPDrxMLZut9S-IvIejgrA&sig2=fK1MfgWUmI4Rfe73X04pUQ

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CCEQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.ilpastonudo.it%2Fmatteogiannattasio%2Fvisti-da-vicino%2Fcarne-latte-uova-e-pesticidi%2F&ei=_bQjVZbtJYPuauKmgOgG&usg=AFQjCNEeHdAB9SLstClHKWZoiN-GJ_aIdA&sig2=0BoWYzA7wk7NWgvPkejn8g

mercoledì 25 marzo 2015

Cibo ed emozioni

Vi riporto il link all'articolo della dott.ssa Stefania Broglia che ho trovato particolarmente interessante. Il cibo e quindi l'alimentazione in quanto legato a più sensi olfatto, vista, gusto non può che essere anche legato  a noi  da un punto di vista emotivo. I cibi ci ricordano momenti piacevoli o spiacevoli, feste, vacanze, momenti importanti della nostra vita. Il pranzo di Natale, la torta del compleanno. Cibo legato a noi da ricordi. Gli odori, i profumi, poi, sono un potentissimo evocatore emotivo. Eppure.... eppure leggete cosa scrive la dott.ssa Broglia. C'è di che riflettere.

http://www.tendenzialmentevegan.it/blog/tendenzialmentevegan/tieni-mangia-una-caramella/

martedì 24 marzo 2015

Dieta e malattie dell'invecchiamento.

Da un pò di tempo ho iniziato a cambiare le mie abitudini alimentari.  Ho iniziato cercando di non comperare cibi precotti o surgelati. Il secondo passo è stato comperare solo verdure di stagione da un'azienda agricola a km 0 che produce biologico. Poi ho ridotto il sale, la carne e infine i latticini. Ormai cucino tutto o quasi in casa, anche il pane. Mangiamo tanta verdura solo di stagione, legumi, cereali con preferenza per quelli integrali, pochissima carne e pochissimi latticini. 
I motivi che mi hanno portato ad intraprendere questo percorso sono tanti, ma due principalmente.  Ossia muovermi verso un'alimentazione sana e verso un'alimentazione etica nei limiti del possibile. Se date un'occhiata alle ricette che propongo sul blog questi aspetti sono piuttosto evidenti. Allora ho deciso di creare una sezione del blog che riguardi proprio l'alimentazione. Quella che piace a me.  Sana ed etica. Inizierei allegando un'articolo interessante che ho appena letto su "lastampa.it" e che mi ha confermato una volta di più che il percorso intrapreso sembra giusto.  Leggete e meditate!

"C'è un filo sottile che lega la dieta alle funzioni cognitive. Giorno dopo giorno, infatti, gli alimenti che riempiono le nostre tavole contribuiscono a sostenere le cellule del nostro cervello e possono essere responsabili di alterazioni che ne compromettono il corretto funzionamento, talvolta in modo irreversibile. “Le alterazioni dovute alla dieta cominciano a danneggiare il cervello 10-20 anni prima che la patologia si manifesti” chiarisce Lorena Perrone, ricercatrice italiana impegnata all’Università di Poitiers, che ha ottenuto un finanziamento europeo nell’ambito delle azioni Marie Curie per indagare il legame tra alimentazione e malattia di Alzheimer.  
 
Dottoressa, sul Journal of Alzheimer’s Disease ha appena pubblicato uno studio che ben evidenzia il rapporto tra alimentazione e malattia di Alzheimer. Cosa è emerso dalla sua ricerca?  
Si tratta del primo studio effettuato su larga scala che dimostra che gli AGEs (Advanced Glication End products ndr) rappresentano un importante fattore di rischio per la malattia di Alzheimer. Gli AGEs sono prodotti di una glicosilazione aberrante di proteine che si formano nel nostro organismo durante il processo di invecchiamento e che sono ulteriormente introdotti attraverso la dieta. Queste sostanze sono in grado di accrescere il rischio di Alzheimer producendo alterazioni a tutti i livelli: infiammazioni, danni vascolari, danni neuronali e stress ossidativo. 
 
Quali alimenti sono particolarmente ricchi di queste sostanze?  
Carne e formaggi stagionati sono particolarmente ricchi di AGEs. Nella nostra ricerca abbiamo dimostrato che un’alimentazione ad elevato contenuto di carne e basso contenuto di cereali e verdure contribuisce a un alto contenuto di queste sostanze nell’organismo, indipendentemente dal modo in cui i cibi vengono cotti. La classica dieta mediterranea e la classica dieta giapponese, invece, comportano un basso accumulo di AGEs nel corpo, per via del ridotto contenuto di carne e della ricchezza in cereali e verdure di questi regimi alimentari. 
 
Quali implicazioni potrebbe avere questo filone di ricerca nella lotta all’Alzheimer?  
Ad oggi non esiste una diagnosi precoce dell’Alzheimer né è possibile mettere a punto una terapia preventiva, per questo è importante identificare dei biomarkers utili a diagnosticare la malattia prima che questa si manifesti. In questo lavoro abbiamo dimostrato che gli AGEs possono rappresentare un biomarker “precoce” e un target terapeutico per la prevenzione dell’Alzheimer. Per questo abbiamo dato vita a un network europeo diretto da Alain Buisson del Grenoble Institut des Neurosciences - che coinvolge due gruppi di ricerca italiani, due francesi e uno tedesco – che sta sviluppando ulteriormente le ricerche in questa direzione, con lo scopo di definire una diagnosi precoce e una terapia preventiva della malattia. 
 
Recenti studi scientifici hanno evidenziato l’importanza del metabolismo del rame nello sviluppo della malattia Alzheimer. In questo caso qual è il ruolo dell’alimentazione?  
I miei risultati su questo tema arrivano da una ricerca effettuata in collaborazione con Peter Faller dell’Università di Tolosa. Nello studio abbiamo evidenziato che le alterazioni del metabolismo del rame possono portare alla formazione di placche amiloidi, che sono una manifestazione della malattia di Alzheimer. I dati emersi da altre ricerche scientifiche suggeriscono, inoltre, che una dieta ricca di vitamina E e B12 può essere d’aiuto nel migliorare il metabolismo del rame e quindi ridurre il rischio di Alzheimer. 
 
In sostanza quali sono gli alimenti che non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole se vogliamo mantenere un cervello sempre giovane?  
Molta verdura, frutta, pesce: sono questi gli alimenti che dovrebbero costituire la base della nostra dieta, secondo i principi base della dieta mediterranea classica. Dall’altro lato, è importante ridurre il consumo di carne, formaggi e, soprattutto, evitare i cibi precotti, dato che gli AGEs sono comunemente introdotti in questi alimenti come additivi.