mercoledì 15 luglio 2015
BICI E BIMBI E POVERI GENITORI
giovedì 25 giugno 2015
MA DAVVERO LE PAGELLE SERVONO?
lunedì 8 giugno 2015
CI VUOLE UN FISICO BESTIALE
martedì 19 maggio 2015
ANCORA PATTINAGGIO E BIMBI E ADULTI ( che dovrebbero imparare dai bimbi)
mercoledì 13 maggio 2015
HOCKEY ALLENATORI E GENITORI
lunedì 27 aprile 2015
IO ODIO LE GITE
lunedì 20 aprile 2015
Fate stare all'aperto i bambini
giovedì 2 aprile 2015
SEI UN BAMBINO SE......
- servono i cannoni e la fanfara dei bersaglieri per svegliarti;
- non trovi mai, MAI i vestiti preparati la sera prima ( messi sempre allo stesso posto), e chiedi insistentemente: ” dove sono i miei vestiti???”
- la luce ti dà moltissimo fastidio e ti agiti in giro per casa urlando che ti bruciano gli occhi.
- resti sul divano in mutande e cannottiera per un buon quarto d'ora e ogni volta che arriva l'urlo “VESTITIIIII!” affermi, senza scomporti che: uffa! si, ti stai vestendo.
- decidi di raccontare il tuo sogno ed è un racconto lunghissimo che può durare svariate decine di minuti;
- vuoi una colazione diversa ogni mattina e sembra che scegli dal menù del grand hotel;
- per bere una tazza di latte serve una quantità di cacao che basterebbe per preparare 15 cioccolate;
- sei convinto che portare il pigiama nel letto o la tazza in cucina siano gesti che comportino rischi tremendi per la tua salute per cui ti guardi bene dal farlo;
- lavarsi i denti è un'operazione lunghissima ed elaborata che richiede non meno di 15 minuti, escluse le boccacce allo specchio;
- appena non ti guarda nessuno ti metti a giocare invece di prepararti;
- il tuo grembiulino e la tua felpa hanno la strana capacità di muoversi autonomamente in giro per casa e trovarsi sempre ovunque tranne dove dovrebbero essere;
- allacciasi le scarpe...non scherziamo! Forse con una laurea in ingegneria;
- ti ricordi sul pianerottolo che non hai la penna, che bisognava firmare il diario, che il rosso non ha la punta e sei senza temperino;
- cerchi di uscire con un pelusche di 2 metri per 3, che sennò poi alla scuola materna piangi;
- sulla porta, ormai con su il giubbotto, ti viene in mente che ti scappa la cacca;
- è un problema esclusivamente dei tuoi genitori arrivare a scuola in orario, come se in classe dovessero entrarci loro;
- non sopporti la vicinanza con nessuno dei tuoi fratelli e ti dà fastidio in qualunque modo ti guardino, ti parlino, ti stiano vicino, respirino ecc;
- di inverno i guanti è impossibile trovarli a coppie;
- vuoi andare a prendere una molletta, un libro, o qualcos'altro di indispensabile per l'equilibrio dell'universo quando ormai siete fuori e la porta è chiusa;
- appena sei in auto inizi a piagnucolare che è tardi e che arriverai a scuola in ritardo;Sei un genitore se
- pensi che in vietnam non poteva essere così male
- i tuoi vicini sono convinti che al mattino torturi i bambini
- pensi che sia semplicemente un miracolo avercela fatta ancora una volta ad uscire di casa.
- pensi che il dentrificio vada accuratamente spalmato sul piano del lavandino e se fai in tempo anche su piastrelle e specchio;
- sei convinto che sia necessario lasciare tracce evidenti del tuo passaggio con pittoreschi getti di acqua sul pavimento;
- sei convinto che lo specchio sia stato inventato solo per consentirti l'esercizio assiduo nella nobile arte dello spruzzo e per ammirare le tue fantastiche creazioni;
- per lavarti le mani ti serve una quantità d'acqua pari alla portata d'acqua ( per minuto) delle cascate del niagara.
- "lavati bene le mani" significa consumare almeno metà della confezione del sapone liquido;
- per i maschietti: se per controllare il getto della pipì usi solo il movimento del corpo, cioè spostamento avanti, indietro, destra e sinistra per centrare il water;
per le bambine: se i pettini e le mollette servono alle tue bambole e se la mamma li cerca e non li trova dai la colpa a loro. - pensi che la mamma in bagno si sente sola e ha bisogno di compagnia.
- quando fai la doccia esci dal box lasciandolo aperto con l'acqua che scorre perchè è fredda, aspettando che divenga calda.
- dopo aver fatto la doccia esci e giri per casa grondante sostenendo che in bagno non ci sono asciugamani.
- fare la cacca è una questione di famiglia, devono saperlo tutti, non si può star soli ed è un ottimo momento per inventare filastrocche canzoncine e racconti interminabili.
- pensi che il posto giusto dell'asciugamano sia per terra.
- l'acqua del bagnetto è sempre troppo calda o troppo fredda o troppo poca e bisogna che lo sappia tutto il palazzo.
- durante il bagnetto pensi di essere Jacques Cousteau.
- Ti siedi e guardando un pò schifato cosa c'è sul tavolo chiedi:" c'è qualcos'altro??"
- Inizi a sfrucugliare nella pasta o nel risotto chiedendo per ogni microscopico elemento:"questo cos'è?"
- dissezioni il piatto cercando di separare il commestibile dal non commestibile, secondo il tuo gusto personale.
- spandi tutto il cibo il più largo possibile in modo da far sembrare che hai "quasi finito"
- spandi tutto il cibo il più largo possibile in modo da farne uscire una buona quantità sul tavolo e non doverlo mangiare;
- versi l'acqua nel bicchere fino all'orlo e se ci riesci anche oltre per capire se ce le fai a non farla uscire anche se ha superato il bordo;
- risucchi il liquido direttamente dal bicchiere poggiato sul tavolo perchè non lo puoi più prendere in mano;
- gesticoli con la forchetta piena di cibo in modo che il cibo finisca il più lontano possibile da te;
- mangi in piedi;
- cadi dalla sedia;
- fai rovesciare il bicchiere pieno d'acqua, girandoti di scatto per picchiare tua sorella/tuo fratello;
- ti alzi di continuo per fare cose che non si sa a cosa servano;
- sternutisci nel tuo piatto o in quello del genitore che ti sta accanto;
- guardi il piatto con occhi vuoti sperando che il cibo evapori;
- tieni il boccone in bocca per mezz'ora senza masticare, sperando che la saliva faccia tutto da sola;
- ti scaccoli;
- chiedi: "posso fare basta"? a un boccone dall'inizio.
- ti pulisci le mani e la bocca sulla tovaglia;
- provi la consistenza di ogni cibo con le mani;
- inizi a parlare di cose disgustose appena seduto;
- mangi in modo che quello che avanzi risulti il più disgustoso possibile e non possa essere nè conservato nè consumato da altri;
- fai "ahhhhh" dopo aver bevuto
- ti fai andare per traverso l'acqua e per non morire soffocato inizi a tossire sputando acqua ovunque in modo che ti esca anche dal naso;
- guardi nel piatto degli altri e affermi che di sicuro quella cosa lì è più buona della tua!Sei un genitore se...ce la fai a nutrirli ogni giorno.°*°*°*°*°*°*°
- non è mai ora di andare a dormire.
- alla domanda :"ti sei lavato i denti?" guardi stupito chiedendoti ( tutte le sere) che novità è mai questa.
- esci dal bagno affermando:" mamma mi sono lavata tutto quello che potevo lavarmi!! adesso mi lavo i piedi" e l'obiezione che sia ora di andare a dormire e non serva lavarsi i piedi in quel momento non ti ostacola minimamente.
- il tuo pigiama ha la strana abitudine di volatilizzarsi e non essere mai dove ci si aspetta che sia.
- entri nel letto come un elefante così sei sicuro di disfarlo tutto.
- appena nel letto ti accorgi di avere mal di pancia, male a un piede, male all'orecchio, dolore al braccio, fastidio ad un'unghia e racconti di essere stato male a scuola.
- ormai nel letto ti ricordi che a) non hai la matita e il temperino nell'astuccio; b) non hai colorato la scheda di italiano; c) non hai ripassato geografia e domani c'è la verifica; d) devi portare per l'ora di scienze un frutto tropicale fuori stagione;
- dopo mezz'ora di preparativi e un quarto d'ora di storia, appena spenta la luce chiami la mamma perchè hai sete.
- dopo cinque minuti che sei rientrata nel letto chiami il papà perchè non trovi la bambola.
- dopo un quarto d'ora che sei nel letto chiami mamma e papà perchè stai facendo brutti sogni. (" cucciolo, non è possibile che stai facendo brutti sogni, sei a letto da dieci minuti!" " no, no mamma era un sogno bruttissimo, davvero!!!")
- dopo aver bevuto, dopo aver cercato per tutta casa la bambola, dopo esserti svegliato per il brutto sogno, chiami perchè, a questo punto, ti scappa la pipì.
- quando rientri nel letto ti accorgi che è tutto disfatto di nuovo e chiami la mamma per rifarlo.
- dopo circa mezz'ora ti alzi per andare a comunicare ai genitori agonizzanti sul divano che non riesci proprio a dormire. Così mamma e papà si perdono anche il finale del giallo che stavano guardando.
- naturalmente al mattino hai sonno e non riesci a svegliarti.°*°*°*°*°*°*°*°
domenica 22 marzo 2015
Bimbi e sport
Oggi voglio scrivere del pattinaggio artistico a rotelle. Perchè? Perchè è bello. Omai sono quasi sei anni che a casa nostra si pattina. Abbiamo iniziato con Celeste senza nessuna esperienza e senza sapere se avesse un senso far pattinare una bimba così piccina. Uno scricciolo di tre anni con questi cosi pesantissimi ai piedi e per giunta bloccati. Che faceva fatica a trascinarseli dietro. Me la ricordo ancora l'apprensione con cui seguii la sua prima lezione, convinta com'ero che alla fine me li avrebbe schiantati in fronte. E invece no. " Cele ti è piaciuto?" " Si!" " Davvero? Vuoi tornare?" " Si!". Ed è iniziato. Poco alla volta. Prima un'ora alla settimana poi due poi tre, poi l'agonismo, le gare. Ho capito presto che farli pattinare da piccoli ha senso perchè sviluppano equilibrio, attenzione, conoscenza del proprio corpo e dii quello che può fare, disciplina, fiducia in se stessi e acquisiscono una vera competenza, cioè pattinare. Farli pattinare da grandicelli ha senso perchè con il pattinaggio e grazie al pattinaggio si crea un loro spazio di autonomia che nessun'altra istituzione può e sa fare. Non lo fa la famiglia che di renderli autonomi a nove anni non ha tanta voglia, non lo fa la scuola tesa più al contenimento e all'omologazione del bambino che non alla ricerca di una suo vero spazio autonomo. Può farlo lo sport. E in questo caso lo fa il pattinaggio. Quando pattina su quella pista, lei è da sola. E' da sola a prendersi i rimproveri e i rimbrotti degli allenatori o i loro elogi. Può farcela solo lei a fare un salto, o una trottola o chissà che altro. Io posso consolarla, medicarla, incoraggiarla, esserci, ma non posso pattinare al suo posto. Non posso allenarmi e non posso entrare in pista a fare la gare. Lì, lei è da sola e sa che deve contare solo sulle proprie forze e capacità. Su quella pista ha le sue amiche, le sue cose da fare, i suoi compiti su cui io non posso interferire minimamente. Gli allenatori parlano con lei, per quello che va e per quello che non va, non con me. E' lei che deve farcela, capire, provarci, riuscirci. E quando vince, ha vinto lei, mica io. La medaglia è tutta sua. Solo sua. Questo è lo sport per i bambini. Questo è il pattinaggio. E a me piace. Sarà anche che abbiamo trovato una società bella, con cui non c'è mai stato il minimo problema, sempre aperta e trasparente nella gestione tecnica sportiva e di tutto ciò che ci gira intorno. E allora grazie anche alla Gioca Pattinaggio Artistico, ai suoi allenatori tecnici responsabili e dirigenti, che ci hanno permesso di trovare, iniziare e di proseguire in questo questo bello sport, aiutandoci anche a superare tutti i momenti di crisi e scoraggiamento con pazienza e consapevolezza. :-)
