martedì 21 aprile 2015

MEDAGLIONI DI MIGLIO E TONNO

Il miglio è meraviglioso. Non è stato facile decidere di mangiarlo, visto che era il mangime che davamo ai canarini, ma una volta superato questo scolgio, è una continua scoperta. E' versatilissimo e sano e siccome sono un pò maniaca vi sò anche qualche notiziola su questo cereale. Ah non sapevate che è un cereale? Bè, ora lo sapete.  
Il miglio è un cereale molto antico originario dell’Asia Centro Orientale, coltivato anche dagli antichi egizi.
Viene utilizzato dopo la decorticazione.
Per composizione è simile al frumento, ma è privo di glutine.
Il suo chicco è ricco di amido, ma anche di minerali importanti come il ferro, il magnesio, il fosforo ed il silicio.Contiene inoltre vitamine del gruppo A e B.
Quindi, direi, che sarà anche il mangine dei canarini, ma può diventare un ingrediente essenziale delle vostre tavole. 
Lo sto usando  spesso per preparare una specie di spuntì al tonno. Il tonno nel panino è buono ma bisogna aggiungerci anche qualcos'altro, sennò rimane troppo asciutto. Bene pomodori e insalata, ma ai bimbi non sempre piace e per ora di pomodori il mio fornitore non me ne porta. Allora ho inventato questa crema ottenuta con del miglio cotto, tonno, olive e pomodorini secchi frullati insieme. Come detto viene tipo spuntì. Ai bimbi piace e il panino è super buono.
Oggi parliamo di crocchette però. Anzi di medaglioni che fa più fine :-)
ingredienti:
200 gr di miglio già cotto, semplicemente in acqua salata.
3/4 pomodorini secchi
olive qb
capperi qb
2/3 filetti di acciughe
2 scatolette grandi di tonno sott'olio.
pangrattato
sale
olio

Prendete una parte del miglio e frullatela bene con i pomodorini, acciughe capperi e olive.
Unite il composto al resto del miglio e al tonno e amalgamate bene. Aggiungete tanto pangrattato quanto ne serve per dare la giusta consistenza per creare i medaglioni.
Passateli nel pangrattato e cuoceteli in forno per una decina di minuti a 180 gradi.
Io li ho serviti con la maionese, naturalmente home-made. L'ultima volta l'ho preparata con l'olio di soia ed è venuta buonissima.

lunedì 20 aprile 2015

Fate stare all'aperto i bambini

 
E' da un pò che volevo scrivere qualcosa al proposito. Questo articolo di cui riporto il link in fondo è stata l'occasione utile. 
I bimbi sono più connessi di noi con la natura e sembrano averne un bisogno grande, fin da piccolissimi.
Chi è genitore non può non aver notato come all'aperto spesso tutte le tensioni, i capricci, e le problematiche varie con cui ci si scontra in casa, appena fuori sembrino disciogliersi come neve al sole. Ebbene questo effetto è decuplicato quando i bambini sono veramente immersi nella natura. In un bosco o in aperta campagna vi sembrerà impossibile vedere come i piccoli si sentano perfettamente a loro agio e stiano bene. Fatelo. Portateli fuori città, fateli camminare in montagna, in campagna, nei parchi naturali. Armatevi di scarpe da ginnastica e zainetto e esplorate insieme a loro i boschi vicino a voi. Se potete, portateli spesso a fare passeggiate in montagna. Dalle nostre parte ci sono i parchi del Ticino e del Sesia che si prestano, c'è la val Sesia che si offre per passeggiate tranquille e la valle D'Aosta, abbastanza vicina. Comprate qualche guida, non fermatevi dove ci sono i tavoli del pic pic, ma cercate percorsi segnalati che vi facciano davvero riscoprire la natura. I vostri bambini passeranno momenti bellissimi, voi ne guadagnerete in salute e in tranquillità. Questa della foto è una delle passeggiate che abbiamo fatto di recente. Eravamo al parco naturale delle Lame del Sesia. Percorso botanico. Sul percorso eravamo solo noi. Eppure al parcheggio e al tavolo dei pic nic  era strapieno di persone. I nostri bimbi hanno letto e imparato i nomi degli alberi sui cartellini del percorso botanico, hanno giocato con l'acqua, hanno osservato insetti, corso, respirato,  riso. Si sono bagnati e sporcati in modo impressionante, ma erano felici. Sono stati bene. Abbiamo mangiato panini, camminato, parlato, vissuto un giorno immersi nei boschi. Prima di uscire di casa è stato un delirio di sgridate, litigate e bisticci. Poi erano così. Sereni, felici, pronti a godersi la loro giornata aperta, senza mura, senza rumori, senza strade, auto o sgridate. e così è stato.
Bambini depressi? Potrebbe essere un deficit di natura

TORTILLAS E......

Tutto è nato perchè mi ero  messa in testa di fare le  tortillas con il guacamole. Piccolo irrilevante problema. Non avevo avocado in casa. Ma potevo cambiare idea? No. Intanto ho preparato le tortillas, che altro non sono che le piadine fatte con olio invece che con lo strutto e fin lì non ci sono stati problemi. Poi ho deciso che avrei fatto il guacamole con altro ingrediente, ossia con i ravanelli. Li ho leggermenti lessati e poi li ho frullati con una fettina di cipolla, ho aggiunto limone un pò di aceto e sale. E' stato chiaro fin da subito che sarebbe piaciuto solo a me, così ho apprestato tutto il resto che vedete. Maionese, salsa densa di miglio ( ho cotto del miglio in acqua salata e poi l'ho frullato insieme  a acciughe, capperi olive e pomodorini secchi), patate, carote mais, cime di rapa  saltate in padella e non mi ricordo che altro.
I bambini si sono divertiti parecchio, io ho capito che la prossima volta il guacamole cercherò di farlo con l'avocado. Anche se devo dire il guacamole di ravanelli a me è piaciuto.
ingredienti per le tortillas, circa 10
500 gr di farina 0
60 gr di olio
240 gr di acqua
sale

Mettere la farina in un recipiente unire l'olio e l'acqua poco alla volta, in modo da capire quando l'impasto è abbastanza consistente da non richiedere altra. Unire anche  il sale e amalgare  tutto. Trasferire il composto su un piano infarinato e impastare bene. Prelevare  piccole porzioni, dellòa dimensione più o meno di un mandarino, e stenderle con il  mattarello in modo da creare creare delle piadine o tortillas, piuttosto sottili.
Cuocerle su un piano rovente che può benissimo essere una padella spessa antiaderente. Quando avete steso le tortillas separatele una dall'altra con la carta forno. se le poggerete già stese una sopra l'altra rischiate che si attacchino.

mercoledì 15 aprile 2015

A PROPOSITO DI PANE

Ve l'ho già detto che la mia vita si sta complicando vero? Si, mi pare di si. Quello che ancora non vi ho detto è che sono ormai diversi anni che non compro più pane in panetteria. Cioè tutto il pane ( a dire il vero quasi tutto) che mangiamo è home-made.  Sabato e domenica sono i due giorni destinati alla panificazione. Non è che sia complicato, ma ci vuole tempo. Perchè il pane sia buono bisogna impastare bene, far lievitare il giusto, fare le giuste manovre durante la lievitazione.... insomma niente di che, ma bisogna esserci. A volte però anche questo risulta impossibile e il pane diventa complicato da fare. Ma. C'è un ma. Ho scoperto un metodo pazzesco per fare il pane che richiede zero impegno e zero fatica; solo bisogna calcolare un filino i tempi.
Si tratta del pane senza impasto. Una cosa meravigliosa che come vedete dalla foto non ha niente da invidiare a pani ben più complicati e che richiedono molte attenzioni.

ingredienti
500 gr di farina W370 oppure metà manitoba e metà farina 0.
400 gr di acqua
2 cucchiai di olio
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiaini rasi di sale
3 gr, di lievito di birra, cioè poco più di una lenticchia.

procedimento.
Sciogliere il lievito nell'acqua insieme zucchero. 
In una terrina dove possa lievitare, mescolare l'acqua alla farina, al sale e l'olio.
Impastare poco con le mani, giusto per amalgamare gli ingredienti e dimenticarsi l'impasto per 20 ore a temperatura ambiente. Coprire con pellicola trasparente.
Passate le 20 ore lo prendete e su un piano infarinato per bene lo stendete a rettangolo. Fate un giro di pieghe a tre. Sotto vi dò il link per vedere come fare e lo lasciate di nuovo a lievitare per altre 2/3 ore. 
Il pane sarà da cuocere in una pentola con il coperchio sopra. La pentola dovrà essere calda, quindi, finita la seconda lievitazione scaldate il forno a circa 220 gradi con la pentola dentro ( occhio che non abbia manici o altre parti in plastica o gomma), prendete il pane mettetelo nella pentola. Coprite con un coperchio e lasciate cuocere per almeno 30 minuti. Passato questo tempo, date un'occhiata. Se è già colorato in superficie, togliete il coperchio e lasciate cuocere altri 20 minuti senza coperchio a 200 gradi. Il forno a questo punto potete tenerlo anche leggermente aperto usando  il manico di un cucchiaio di legno. Passato ancora questo tempo di cottura guardate com'è. Se il colore è bello potete tirarlo fuori dalla pentola e dargli gli ultimi cinque / dieci minuti di cottura  in forno a 180 gradi.
La cottura purtroppo è piuttosto soggettiva e dipende dal tipo di forno che avete. Dovrete fare qualche prova magari prima che venga cotto proprio come preferite, tenendo come base i tempi e la temperatura che vi ho dato.
Per avitare pasticci, io, dopo aver fatto le pieghe a tre, metto l'impasto sopra un foglio di carta forno e lo rimetto nella terrina dov'era a lievitare, coprendolo di nuovo con la pellicola. Questo mi aiuterà quando dovrò prenderlo per metterlo nella pentola, perchè prenderò direttamente la carta forno e infilerò il pane nella pentola con la carta forno sotto, senza fargli perdere più di tanto  la lievitazione. Il risultato vi stupirà.

lunedì 13 aprile 2015

QUANDO LO SPORT PUÒ FARE SOLO BENE

Il Pallone di viale Bonarroti. L'allenamento del venerdì sera della Azzurra Hockey Novara. Ci sono bimbi del mini hockey, dell'under 10 e qualche ragazzino/a più grande. In mezzo a loro, quel signore anziano che ha raggruppato i giovani atleti è Renzo Zaffinetti. A chi non è di Novara e non ne sa nulla di hockey, questo nome non dirà nulla. Per chi è di Novara e se ne intende di gelato, sa che questo nome è stato sinonimo di ottimo gelato artigianale per molti anni; per chi infine è di Novara e se ne intende di hockey, sa che Renzo Zaffinetti è stato uno dei più grandi campioni che l'hockey Novara abbia mai avuto. anni 60/70, il grande Novara e la grande Italia dell'hockey a rotelle. Con lui, l'Italia è arrivata seconda ai campionati mondiali di Barcellona del 66 e terza ai campionati di San Paolo del 66. Un bomber che ha fatto centinaia di goal in campionato. Un grande.
Adesso ha 75 anni e passa i suoi pomeriggi ad insegnare a questi ragazzini l'hockey.
Non ce n'è. A me che un anziano campione insegni ai bambini è una cosa che piace tantissimo. Sarò un pò una nostalgica o sentimentale, ma quando lo sport è anche questo non può che essere una cosa bella. Perchè i bambini e i ragazzini che lo seguono impareranno che non ci sono solo loro, non c'è solo l'adesso. C'è stato chi prima di loro ha giocato, ha vinto e stravinto, c'è una storia, ci sono delle storie, e che queste storie sono interessanti da ascoltare e imparare. Impareranno che gli anziani sono miniere stracolme di tesori da scoprire, sfruttare, amare e ammirare. Impareranno che lo sport è qualcosa che va oltre a loro, che saprà dargli valori importanti che li accompagneranno per tutta la vita. Impareranno che la passione, quella vera non muore mai. Ogni volta che porto Francy all'allenamento gli ricordo di seguire gli insegnamenti del suo allenatore e di ascoltare bene quello che gli dice Renzo. " E' stato un grande campione, sai?" " Si mamma. Ha fatto più di 800 goal!" Il piccolo Francy, come tutti gli altri piccoli hockeisti, non vedono in Renzo un anziano maestro, ma un campione. C'è bisogno di altro? Il rispetto per il prossimo, per il proprio passato, lo si impara anche così. E anche la passione e l'amore per lo sport.

PASTA AL PESTO VEGAN

La pasta al pesto era un problema. A casa nostra è un culto.  Irrinunciabile. Il nuovo percorso di una cucina il più possibile senza latticini, rendeva la pasta al pesto un vero scoglio da superare. Mi serviva un modo di farla che sapesse di pesto, che fosse cremoso e soprattutto che piacesse. Ho usato le patate e buona la prima!
Cioè è venuta al gusto di pesto, bella cremosa e soprattutto i bimbi erano molto soddisfatti.
Ingredienti
4 patate
Olio evo
1 spicchio di aglio
Basilico qb
Mezzo chilo di pasta.

Mentre cuoceva la pasta,  ho sbucciato le patate,  le ho fatte a tocchetti e le ho cotte con mezzo bicchiere di acqua nel microonde. In mancanza occorrerà cuocerle al vapore o bollite.
Pronte le patate, di solito bastano 5/6 minuti alla max. potenza,  le ho frullate con il minipinner,  insieme a circa cinque cucchiai di olio evo, uno spicchio di aglio e il basilico.  Ho lasciato insieme l'acqua di cottura delle patate.  Se dovesse venire troppo denso basterà aggiungere l'acqua di cottura della pasta e un goccio di olio se necessario. Alla fine il risultato sarà molto cremoso e saporito il giusto. Ho aggiustato di sale e ci ho condito la pasta ormai pronta

sabato 11 aprile 2015

INSALATA DI ORZO E LENTICCHIE

Questa ricetta l'ho vista su internet e mi è sembrata subito piuttosto intrigante.  Ve la propongo come l'ho rifatta io. È un piatto ricco di proteine, ferro e altri importanti nutrienti  ma povero di grassi. Direi quindi molto consigliabile. In più è anche davvero buono.
Ingredienti
200 gr di lenticchie
200 gr di orzo
Mezza cipolla
2 carote
100 gr di asparagi
Olio, sale curcuma e paprika.

Ho iniziato cuocendo orzo e lenticchie insieme nella pentola a pressione, solo con acqua e sale. A parte ho sminuzzato cipolla, carote e asparagi e li ho cotti in padella con un filo di olio e sale. Quando è stato tutto pronto ho unito orzo, lenticchie e verdurine e le ho condite solo con olio di oliva, paprika e curcuma. Devo dire che l'accostamento di queste due spezie un pò mi preoccupava ed invece, è notevole. Un pò insolito ma piacevolissimo.