venerdì 26 giugno 2015

FARIFRITTATA CON CAROTE

Per questa farifrittata, in realtà non ho usato solo le carote. Il vero ingrediente sono le foglie dei cipollotti. Quelle verdi lunghe. In un altro post vi avev già spiegato come usarle.  Sono fantastiche. Ricordano l'erba cipollina, ma sono più consistenti e saporite. Poi ho usato anche dei fiori di zucca che avevo.

ingredienti
100 gr di farina di ceci
30 gr di farina di riso 
4 carote
foglie dei cipolloti quante ne volete
cinque o sei fiori di zucca ( facoltativi)
sale

Prima di tutto ho lavato e pulito le foglie verdi dei cipollotti, le ho affettate sottilissime e le ho messe in padella con un pò di olio evo. Mentre cuocevano ho lavato, sbucciato e tagliato a giulienne le carote, e lavato e tagliato a striscioline i fiori di zucca, poi le ho aggiunte alle foglie dei cipollotti. Ho lasiato cuocere due minuti, poi ho aggiunto mezzo bicchiere di acqua e ho lasciato cuocere 7/8 minuti. Ho tenuto le carote belle al dente.
Nel frattempo ho mischiato le due farine, le ho stemperate con l'acqua fino a farne una pastella morbida. 
Ho tolto le verdure dalla padella e le ho mescolate con la pastella aggiungendo il sale.
Ho versato un altro pochino di olio nella padella e ho versato il composto, lasciando cuocere a fuoco lento su entrambi i lati almento 10 minuti per parte. 

giovedì 25 giugno 2015

MA DAVVERO LE PAGELLE SERVONO?

Lo so che scriverò qualcosa di inconsueto e magari poco apprezzato, ma devo scriverlo, soprattutto dopo la giornata di ieri dedicata, in parte, al ritiro delle pagelle. 
Ecco, io vorrei una scuola senza pagelle. Almeno alle elementari. Il resto non so. Mi porrò il problema quando ci arriverò.
Credo di essere uno dei pochi genitori che, ieri, prima di guardare i voti che poco mi interessavano, ho letto il giudizio finale complessivo che le maestre hanno scritto. E sinceramente, letto quello, per me il resto era inutile quanto superfluo. 
Ho sempre cercato di insegnare ai miei figli che il risultato finale non ha alcuna importanza. Quello che conta è l'impegno. Se si sono impegnati verranno premiati ed elogiati, indipendentemente dal risultato. Se l'impegno è mancato, allora c'è qualcosa che non va, anche se il risultato è stato buono. Questo è un punto fisso della nostra educazione, punto fisso che ogni anno vacilla inesorabilmente alla consegna delle pagelle. Pagelle in cui, inutile girarci intorno, conta solo ed esclusvamente il risultato, Umh... vediamo....nove di storia, e dieci di disegno.... Nove dieci, otto. Ma che diavolo significano questi voti?  Il voto costringe al confronto, all'ansia da prestazione, alla competizione, all'invidia. Davvero è necessario? Davvero è necessario a scuola?
Quando vado ai colloqui i miei bimbi sono ansiosi di sapere cosa le maestre dicono. Dicono che ti comporti bene, sei rispettoso, partecipi molto e ti impegni. E poi? Poi basta. A me interessa questo. Sono contenta di questo. 
Nel sistema scolastico che abbiamo costruito invece sembra contare solo il voto. Ma così, la scuola diventa un percorso sterile e arido, soprattutto per bambini così piccoli. Il voto avvicina pericolosamente il concetto di scuola, che dovrebbe essere legato alla partecipazione, alla crescita, all'educazione, all'imparare, al concetto di gara e di agonismo. E a me non piace. Una cosa è l'agonismo in cui tutta la preparazione è tesa solo ed esclusivamente al risultato finale della gara, una cosa è la scuola o dovrebbe esserlo. L'anno scolastico e con esso tutta la vita di un bambino, la sua partecipazione alle lezioni, la sua volontà, il suo impegno, la sua voglia di imparare, la sua attenzione, non può e non deve essere finalizzata al risultato finale. La scuola deve dare preminenza alla crescita, alla maturazione, alla vita di un bambino. 
Ieri i bimbi, naturalmente, volevano vedere i voti. A loro ho detto che i voti non mi interessavano. Che avevo letto il giudizio ed era davvero bello e di quello ero molto soddisfatta e che so bene quali sono i loro punti di forza e i loro problemi, e su quelli avremmo lavorato il prossimo anno. Punto. 
In controcorrente, in famiglia non facciamo regali per la pagella. Non li abbiamo mai fatti. Il regalo viene fatto quando capita e premia solo ed esclusivamente l'impegno, mai, mai, il voto, che è e deve restare, a mio avviso, una valutazione estemporanea, piuttosto incompleta, necessariamente imperfetta. Perchè deve interessarmi?

mercoledì 24 giugno 2015

RISO SEMIINTEGRALE CON PEPERONI E CECI

E' un piatto semplicissimo da fare, ma davvero gustoso. Servono tre ingredienti e pochissimo tempo per la preparazione. Si può mangiare sia caldo che freddo

ingredienti

250 gr di riso semiintegrale
200 gr di ceci già cotti
1 peperone grande
foglie di mentuccia fresca
sale 
1 spicchio di aglio
olio evo

Far bollire il riso in acqua salata. Una volta pronto scolarlo e lasciarlo intiepidire.
A parte cuocere in padella il peperone con l'olio e lo spicchio di aglio. Finire di cuocere con un goccio di acqua, se non gradite la verdura al dente.
Pronti anche i peperono mescolare tutti gli ingredienti insieme, aggiungendo, se vi pare il caso, anche un filo di olio evo crudo. Guarnire con le foglioline di mentccia fresca. 

martedì 23 giugno 2015

COUS COUS ALLE VERDURE

Ho trovato un cous cus a grani un pò più grossi del solito e mi ha ispirato molto. In effetti dà qualche soddisfazione in più a mangiarlo. Per questo cous cus ho pensato di fare un semplicissimo  accompagnamento di verdurine e ceci.
I ceci a me sembrano indispensabili con il cous cous. Non riesco quasi ad immaginarmelo senza. 
ingredienti
2 bicchieri di cous cous da preparare secondo le istruzioni della confezione
100 gr di ceci già cotti
2 zucchine
1 peperone
2 carote
1 spicchio di aglio
curry

Preparare il cous cous secondo le indicazioi della confezione. Nel frattempo tagliare a pezzetti piccoli le verdure e farle cuocere in padella in olio evo e lo spicchio di aglio. Mandare avanti di cottura per pochi mmuti con un pò di acqua. Tenere le verdure al dente e non lasciare che il condimento si asciughi.
Quando sono pronte a vostro parere, mescolare con il cous cous e lasciare cuocere in padella proprio solo pochi minuti per far insaporire bene.
A me piace aggiungere alla fine anche del curry che gli dà quel tocco speziato che non guasta. 
E' buono sia caldo che freddo a temperatura ambiente. 

lunedì 22 giugno 2015

CROSTATA VEGANA CON FARINA DI CASTAGNE

Questa  torta è stata un vero e proprio esperimento di cui ignoravo il isultato finale. Prima di tutto la pasta frolla con farina di castagne un pò mi preoccupava, che davvero non sapevo come potesse venire. Poi il procedimento che vedrete che ho usato per prepararla è un pò particolare. Infine la crema, anche quella non l'avevo mai fatta e non avevo idea del risultato. Ma alla fine direi che ha funzionato tutto alla grande.
Iniziamo dalla pasta frolla.
ingredineti per la frolla:
130 gr di farina di castagne
120 gr di farina 00
100 gr di zuccero
60 gr di latte di soia
120 gr di olio di semi.
procedimento
Mettere il latte e l'olio insieme in una tazza in cui immergerete poi il frullatore ad immersione. Il composto inziarà subito ad addensarsi diventando una specie di burro morbido. E' il procedimento per fare la maionese vegan, Noi oggi lo usiamo per creare una specie di panna o se preferite di margarina per impastare le farine. Frullate con il frullatore ad immersione per un paio di minuti, poi prendete il composto e unitelo alle farine e allo zucchero. Amalgamate bene il tutto  e create una bella palla di pasta che lascerete riposare. Intanto prepariamo la crema.
ingredienti per la crema:
2 bicchieri di latte di soia o di riso
2 cucchiai colmi di maizena o frumina
2 cucchiai di zucchero
100 gr. di cioccolato.

Versate la frumina in un pentolino e aggiungee poco alla volta il latte, per non creare grumi. Aggiungete lo zucchero e il cioccolato a pezzetti e mettete sul fuoco basso, lasciando che la crema si addensi e si sciolga il cioccolato. Quando si sarà addensata spegnete pure. Ogni tanto mescolate in modo che non si formi la pellicola più scura rsopra mentre raffedda.

Mettete la frolla in una tortiera coprite il fondo con carta argentata e lasciate cuocere 20 minuti a 180 gradi. Una volta cotta togliete dal forno e lasciate raffreddare. State attenti a toglierla dalla tortiera perchè l'impasto rimane molto friabile.
Farcite con la crema, lasciate raffredare bene e poi gustatevi questa meraviglia vegana. 

lunedì 8 giugno 2015

CI VUOLE UN FISICO BESTIALE

Ve la ricordate quella canzone di Luca Carboni? Bellissima. Mi piaceva tanto. Ero giovane quando la cantavo. Pensavo a me, ai miei vent'anni, alle cose che facevo e si, ci voleva un fisico bestiale. Eggià!! Oggi mi è tornata in mente, leggermente modificata, più o meno così: 
Ci vuole un fisico bestiale
per far la mamma o il papà....
ma che per bere e per fumare....
ecc... la continuerò
Chi di voi che mi legge ed è genitore, può solo annuire. Chi non ha figli, non lo so, potrebbe non credermi. Ma....potrei farvi cambiare idea. Prendiamo un giorno qualunque. Un giorno a caso. Oggi. Un giorno normale. Stiamo uscendo di casa per andare a scuola. Tutto normale. Normalissimo. I bimbi scendono a piedi io con l'ascensore che ho trolley, zainetto, borse varie. Normale anche questo. Sento urlare da giù. Ancora normale. Sbuffo. Sento urlare tanto. Un pò meno normale. Mi chiamano dalle scale. Poco normale. 
Arrivo giù e trovo Francesco con un ginocchio scarnificato. Ecco, decisamente poco normale. La normalità, anzi direi è andata a farsi un giro.
Su di corsa a disinfettare. Mi accorgo che  la ferita è brutta brutta brutta. Si vede il muscolo vivo. O.K. Panico. No. Come non detto, niente panico che ci sono tre bambini da rassicurare e tranquillizzare. Uno che piangeva disperato e le due sorelline spaventatissime. E.... allora che si fa? Si sorride, sorride tanto, si consola e intanto si pensa a mille. Come portare bimbo ferito al pronto soccorso, subito, e due sorelline una a scuola e  l'altra alla materna?  Intanto sorridiamo. Bimbi calma. E' tutto a posto. Ci pensa la mamma. Okkkey. Che i problemi da risolvere sono parecchi. Non ultimo è: come arrivare al P.S. pediatrico che il cucciolo ferito non può camminare? Intanto sorrido. Resto calma, respiro lenta. Tranquilli cuccioli, mettiamo tutto a posto ( meno male mamma). Ma intanto il cervello frulla come un mulinello. Penso a tutto. e incredibilmente riesco pure a fare tutto. 
Al P.S. non possono che ammirare il danno. " Ehhpperò, che roba!! Chirurgo!"   Il chirurgo arriva e cuce, cuce e cuce. Cuce per mezzora. e io, mentre cuce, quando mi accorgo che è tutto sotto controllo, crollo. "Posso sedermi? Mi è andata un pò giù la pressione..." 
......
ci vuole un fisico bestiale.
Per far la mamma o il papà. 
che anche se è tutto normale, 
non sai davvero come andrà.....

venerdì 5 giugno 2015

MI TOCCA RIVALUTARE FROZEN

A casa nostra la televisione si guarda solo dopo cena e solo DVD scelti da noi genitori. L'aspetto positivo di tutto questo è che non abbiamo la casa invasa da diari, libri e foto di Violetta o del personaggio di moda del momento, l'aspetto negativo è che i bimbi vivono in una sorta di mondo meraviglioso di Alice da cui prima poi toccherà farli uscire. Ma ce n'è anche un altro di aspetto negativo: ciclicamente mi tocca rivedere film a mio avviso inguardabili, ma che ai bimbi piacciono tanto. Ieri mi è toccato Frozen. Mi è partito un mugolo sommesso. " Dai mamma!!! Tanto mica lo guardi tu!" - " Si ma lo ascolto". Infatti non è che io mi metta lì a guardare il film, ma anche se impegnata a fare altro, le battute le sento e sprazzi di film li vedo. Uno strazio. Frozen l'ho sempre giudicato inguardabile, noioso, banale, tutto incentrato sul rapporto tra sorelle, rapporto trattato in modo irrealistico e del tutto superficiale. Un'occasione mancata. Ecco, ieri, guardandolo a tratti, forse perchè ero davvero distratta, mi sono all'improvviso resa conto che, invece, Frozen non è così negativo, ma anzi a modo suo,  propone messaggi positivi, persino nuovi nel panorama Disney.
A parte i soliti messaggi stereotipati di cuore sole amore, bleah! abbiamo però un personaggio, persino quello principale, Elsa che decide autonomamente di andarsene a stare da sola. Non un pò sola. Proprio sola sola. Lo fa, sta benissimo, si sente pienamente realizzata, è felice, non si pente e non torna indietro rispetto alla sua scelta ( verrà costretta). Sta a tal punto bene da sola che manda via la sorella. Quindi soli e autonomi si può ed è bello. Messaggio davvero rivoluzionario per lo standart Disney, dove la solitudine ( e l'autonomia) è stata sempre prerogativa del personaggio negativo, perfido e cattivissimo e proprio in quanto tale, solo. 
Secondo messaggio positivo: Elsa diventa regina, non principessa, nè regina consorte o regina madre. Regina e basta. Governerà Arendelle da sola, non si lamenta nessuno, tutti i sudditi sono contenti e i due maschi che hanno tentato di mettere le mani su Arendelle vengono sbattuti fuori a malo modo. Il potere politico può essere femminile. Bene! 
Ultimo messaggio positivo, anche se il  meno innovativo, ma comunque da rimarcare: Anna si sposa un quidam de populo, non un principe forte e coraggioso, dalle nobili quanto ereditate origini, ma un ragazzotto semplice e, temo, ignorante, ma buono e coraggioso. Il bene non è nobile e non si eredita.
Quello che a questo punto mi chiedo è se la Disney si sia resa conto di aver proposto messaggi così sovversivi. Io credo di si e timorosa di reazioni della parte più conservatrice dei suoi telespettatori ha deviato tutta l'attenzione sul racconto del rapporto tra le due sorrelle, racconto che come ho scritto è a mio parere del tutto assente, mai approfondito realmente ma tanto tanto rassicurante. Da oggi mi lamento più se i bimbi scelgono Frozen.